Da -25 a +25 °C: la temperatura di un container refrigerato

Fino a che temperatura arriva un container frigo? Da -25 °C per i surgelati a +25 °C fuori gelo: set point, tempi di raffreddamento e sbrinamento.

Aggiornato il 18 luglio 2026

Un container frigorifero non è soltanto «il freddo»: è un’unità termica capace di lavorare su un intervallo ampio, dalla surgelazione al semplice mantenimento sopra lo zero. Sul mercato europeo lo standard è una fascia compresa da -25 a +25 °C, gestita da un unico valore impostato. Capire come si regola questo set point, quanto tempo serve per raggiungerlo e perché il gruppo frigo può anche riscaldare aiuta a scegliere il formato e lo stato giusti, sia in noleggio sia in acquisto.

Un intervallo standard da -25 a +25 °C

La quasi totalità dei reefer marittimi e da deposito copre di serie la fascia -25 / +25 °C. Il funzionamento è semplice: un termostato, un valore impostato, e il gruppo — le marche più diffuse sono Carrier, Thermo King, Daikin e Star Cool — lavora per tenere la cella intorno a quella temperatura. Non indichiamo una precisione «al grado»: dipende dal gruppo, dallo stato dell’unità e dal carico, e non è un dato che si possa promettere. Ciò che conta è che l’intervallo utile va dalla conservazione dei surgelati fino a temperature positive elevate, con lo stesso container.

Positivo o negativo: due modi di lavorare

Si parla di freddo positivo quando il valore impostato è sopra lo zero — tipicamente +2 °C per prodotti freschi, latticini, fiori o farmaci — e di freddo negativo quando è sotto zero — -18 °C e oltre per surgelati e gelati. La differenza non riguarda solo il tipo di merce: incide sul consumo elettrico. Più bassa è la temperatura richiesta, più il gruppo lavora e più assorbe. È un parametro da tenere presente quando si confronta un costo di esercizio tra un uso in cella positiva e uno in cella negativa.

Il container frigo riscalda anche

È il punto più spesso ignorato: una cella frigorifera mobile non abbassa soltanto la temperatura, la regola. Quando l’ambiente esterno è più freddo del valore impostato, l’unità riscalda fino a +25 °C per tenere la merce fuori gelo. È la funzione antigelo, utile d’inverno per cioccolato, vino, patate, vernici e liquidi che non devono congelare. Lo stesso container che d’estate mantiene -18 °C può quindi, d’inverno, proteggere un carico da temperature troppo basse. Per questo un reefer non va confuso con un semplice frigorifero: è un regolatore di temperatura nei due sensi.

Quanto tempo per la messa in freddo

Un reefer è concepito per mantenere una temperatura, non per raffreddare in fretta un carico caldo. La merce va caricata già alla temperatura di conservazione: introdurre prodotti a temperatura ambiente allunga i tempi e fa lavorare il gruppo al massimo, senza garanzia di risultato sui volumi grandi. La messa in freddo (pull-down) della sola cella vuota dipende dalla temperatura esterna, dal valore impostato e dallo stato dell’isolamento; su un’unità in buono stato è dell’ordine di alcune ore. Va ricordato che l’isolamento di un frigorifero è più spesso di quello di un container secco, e questo riduce leggermente la superficie interna utile.

Sbrinamento

In modalità positiva l’umidità dell’aria si deposita in brina sull’evaporatore. I gruppi eseguono cicli di sbrinamento automatici per liberarlo: durante il ciclo la temperatura della cella oscilla leggermente, poi rientra. È un comportamento normale e previsto. Un carico ben distribuito, che lascia circolare l’aria lungo il pavimento scanalato e non ostruisce le bocchette, limita gli scarti e aiuta a mantenere una temperatura omogenea in tutta la cella.

Super-freezer -60 / -70 °C

Esistono gruppi super-freezer capaci di scendere a -60 / -70 °C, richiesti per tonno, prodotti ittici da sushi e alcune filiere farmaceutiche. Sono rari e più costosi di un reefer standard: se il fabbisogno è questo, va segnalato fin dall’inizio nella richiesta, perché condiziona sia la disponibilità sia il prezzo. Per la stragrande maggioranza degli usi alimentari, invece, la fascia standard fino a -25 °C è ampiamente sufficiente.

Alimentazione e consumo secondo il set point

Il collegamento è trifase 380/400 V, presa CEE 32 A a 5 poli; alcuni piccoli formati esistono in 230 V monofase. La potenza assorbita va da 5 a 12 kW secondo il formato. Il consumo dipende dalla temperatura impostata: a parità di container, -18 °C consuma più di +2 °C.

FormatoSet pointConsumo / giornoCosto / giorno*
20 piedi+2 °C85 – 95 kWh17 – 21 €
20 piedi-18 °C95 – 110 kWh19 – 25 €
40 piedi HC+2 °C170 – 190 kWh34 – 43 €
40 piedi HC-18 °C190 – 215 kWh38 – 48 €

* Base indicativa 0,20 – 0,25 €/kWh (tariffa professionale). Tutti gli importi sono IVA 22 % esclusa e variano con la temperatura esterna e la coibentazione.

Per passare da questi ordini di grandezza a un’offerta sul vostro caso, l’estimatore delle tariffe e la richiesta di preventivo mettono a fuoco formato, stato e temperatura di esercizio. Trasmettiamo la richiesta a fornitori specializzati, che vi ricontattano direttamente se possono rispondere alla vostra esigenza. Altre schede tecniche sono raccolte nella guida.

Domande frequenti

Fino a che temperatura può scendere un container frigo?

Lo standard europeo copre da -25 a +25 °C con un unico gruppo frigo. Per la maggior parte dei surgelati -18 °C è più che sufficiente. Esistono unità super-freezer capaci di raggiungere -60 / -70 °C per tonno, prodotti ittici da sushi e alcune filiere farmaceutiche, ma sono rare e più costose: conviene segnalare subito questo fabbisogno nella richiesta, perché condiziona disponibilità e prezzo.

Un container frigorifero può anche riscaldare?

Sì. Il gruppo non abbassa soltanto la temperatura, la regola. Quando l'aria esterna è più fredda del valore impostato, l'unità riscalda fino a +25 °C per tenere la merce fuori gelo. È la funzione antigelo, preziosa d'inverno per cioccolato, vino, patate, vernici o liquidi che non devono congelare. Lo stesso container serve quindi sia d'estate sia d'inverno.

Quanto tempo serve per raggiungere la temperatura impostata?

Un reefer è pensato per mantenere una temperatura, non per raffreddare in fretta un carico caldo. La merce va caricata già alla temperatura di conservazione. La messa in freddo della sola cella vuota dipende dalla temperatura esterna, dal valore impostato e dallo stato dell'isolamento: su un'unità in buono stato è dell'ordine di alcune ore, non di minuti.

Il consumo cambia tra freddo positivo e negativo?

Sì, in modo netto. A parità di container, una regolazione a -18 °C fa lavorare il gruppo più di una a +2 °C. Su un 20 piedi si passa indicativamente da 85–95 kWh al giorno in positivo a 95–110 kWh in negativo; su un 40 piedi HC da 170–190 a 190–215 kWh. Le cifre sono IVA 22 % esclusa e variano con la temperatura esterna.